Tre ventenni alla guida di una Internet Company

Ultimo aggiornamento Scritto da Nello Acampora

A volte ci lambicchiamo il cervello pensando che una buona idea di business sia qualcosa di particolarmente articolato e difficile da realizzare. Per esperienza, credo invece che spesso i buoni progetti nascano da intuizioni semplici.

È il caso di un gruppo di studenti della ESCP Europe (una Business School internazionale con sede a Torino) che ha messo in piedi una startup in grado di rispondere a un’esigenza certamente attuale.

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La storia di Vinicius – seconda parte

Ultimo aggiornamento Scritto da Nello Acampora

Nel post precedente (che vi invito a leggere prima di continuare) vi parlavo del giovane Vinicius Vacanti, un ragazzo di origine brasiliana che a soli 25 anni aveva già guadagnato circa 250mila dollari facendo l’investitore privato a New York per un fondo chiamato Quadrangle Group.

Vinicius rimase folgorato il giorno in cui in una conferenza sui new media conobbe Chad Hurley e Mark Zuckerberg, fondatori rispettivamente di YouTube e di Facebook. Si chiese se anche lui avrebbe potuto fare lo stesso: ovvero costruire qualcosa di concreto, e non soltanto accumulare denaro.

Il giovane immigrato brasiliano si disse che non aveva mai costruito una startup tecnologica, né tantomeno sapeva come realizzare un sito web. Per non parlare di argomenti come il product management, il web development, le interfacce utente.

Inizialmente si disse: continua con la finanza. Poi, passavano i giorni e tornava a pensare a quella conferenza. Iniziò a chiedersi se avrebbe avuto rimpianti nel non provare a costruire qualcosa di utile e concreto, per cui essere effettivamente ricordato.

E fu allora che capii che non sapevo davvero se ero bravo abbastanza perché non avevo mai davvero sbagliato (almeno non a livello lavorativo). La maggior parte delle persone non sbagliano mai davvero, non falliscono.

Tendiamo a inseguire il lavoro in cui pensiamo avremo successo. Siamo impazienti di raggiungerlo, e quando lo prendiamo e abbiamo successo, allora non lo inseguiamo più.

Il solo modo per sapere quanto siamo validi nel fare qualcosa è sbagliare nel farla.

Dopo queste riflessioni Vinicius decise di mettere alla prova i suoi limiti. Era il momento di provarci davvero. Il momento di cancellare il suo lavoro, sicuro, e iniziare a camminare in un futuro incerto di una startup.

Non aveva alcuna idea di come avviare una compagnia tecnologica di successo, ma voleva provare, entrare nell’arena. E non gli interessava di trionfare o cadere: voleva conoscere i limiti delle sue capacità.

Arrivando ai giorni d’oggi, sono ormai 4 anni che Vinicius ha lasciato Quadrangle. Molte volte ha fallito, per i primi 2 anni vagava alla cieca.

Ma ogni volta che sono caduto, ho capito il perché.

Dopo aver lanciato la terza versione di Yipit le cose hanno iniziato a funzionare. Yipit è oggi un aggregatore online di promozioni (del genere di Groupon), una startup che segnala sconti e affari sul web negli Stati Uniti. L’azienda sta crescendo e ha già ottenuto oltre 6 milioni di investimenti.

La soddisfazione più grande per Vinicius è stata quella di ritornare a partecipare all’ultima conferenza di Quadrangle. Questa volta come protagonista di una sessione di lavoro con altre startup. Dopo aver fatto un’ottima figura, una volta sceso dal palco Vinicius è stato avvicinato dai media manager per parlare di cosa stessero facendo e di come si sarebbe potuto lavorare insieme.

Dopo 4 anni, quello che sembrava un sogno si è trasformato in vita reale.

Nello Acampora

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Licenziarsi e fondare un’azienda tecnologica

Ultimo aggiornamento Scritto da Nello Acampora

Ho trovato molto interessante e istruttiva la storia di Vinicius Vacanti, un giovane imprenditore che a soli 25 anni ha fondato negli Stati Uniti un’azienda tecnologica di successo.

La sua è una testimonianza di come l’imprenditoria – specialmente sul web – sia possibile e realmente praticabile, negli Usa così come in Europa, Italia compresa.

Nel novembre del 2006 Vinicius si occupava di finanza a New York, era un investitore privato per un fondo chiamato Quadrangle Group e aveva già accumulato qualcosa come 250mila dollari. Niente male per un ragazzo immigrato dal Brasile che stava frequentando il suo terzo anno di college.

Da un lato si sentiva sicuro per i successivi 20 anni, dall’altra però aveva capito che non amava così tanto il denaro come obiettivo finale. Gli sarebbe piaciuto essere considerato per qualcosa che aveva costruito, non per i soldi che aveva accumulato.

Tendeva a rimandare una decisione, e aspettava inconsciamente che qualcuno gli arrivasse a ricordare che cos’altro poteva fare.

Durante una convention sui media e le telecomunicazioni, organizzata dalla sua azienda, assistette a una scena che cambiò la sua vita. La sala era gremita delle teste pensanti delle maggiori compagnie del Paese: erano gli executive delle principali aziende di media americane.

La platea di manager ultracinquantenni si fece incandescente dall’interesse quando sul palco salirono, uno dopo l’altro, due ospiti poco più che ventenni. Erano Chad Hurley, appena uscito dalla vendita di YouTube a Google, e il poco conosciuto Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook.

Vinicius rimase senza fiato. Da un lato vide tutti gli executive affrettarsi a parlare con i due giovani per chiedere di lavorare con loro. Dall’altro iniziò a riflettere sul fatto che questi due personaggi stavano costruendo qualcosa, stavano cambiando il modo in cui il mondo avrebbe comunicato. E lo avevano fatto solo in pochi anni, senza avere grandi capitali a disposizione.

Vinicius si chiese: potrei costruire qualcosa di significativo come loro?

Nella seconda parte di questo post vi racconterò il resto di questa avvincente storia.

Nello Acampora

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