La riunione funziona se ha un obiettivo
Ultimo aggiornamento Scritto da Nello Acampora
In un post precedente vi avevo parlato di quello strano oggetto chiamato “riunione di lavoro”. Strano perché – nonostante l’importanza che riveste nel nostro lavoro quotidiano – il meeting è spesso male organizzato. Responsabili di vendita, dirigenti, imprenditori approcciano alle riunioni con uno stile improvvisato. Che alla fine lascia tutti un po’ scontenti e disorientati.
È vero poi che a volte si abusa di riunioni tanto per incontrarsi, quando invece basterebbero un’email o una semplice telefonata. Visto però che il 35% dei manager dedica mediamente due ore al giorno alle riunioni, proviamo a capire insieme come questo elemento della nostra professione possa diventare un’attività vantaggiosa, e non un’inutile perdita di tempo e risorse finanziarie.
Partiamo dagli obiettivi, che sono diversi a seconda della tipologia di riunione. Il “perché” facciamo una riunione ci aiuta a individuare tutti i “chi, come, cosa, dove, come e per quanto tempo” relativi all’incontro che andiamo a organizzare.
Una buona definizione dell’obiettivo ci permette di preparare adeguatamente un elenco degli argomenti da trattare, sintetico ed esaustivo, da comunicare con congruo preavviso ai partecipanti, affinché loro stessi non arrivino impreparati all’incontro.
Eliminando alla fonte ogni possibile tensione (dovuta all’incertezza), tutti coloro che intervengono alla riunione saranno concentrati sul focus specifico per il quale sono stati convocati.
Le riunioni si suddividono prevalentemente in sei tipologie. Ci si incontra per:
- Informare
- Sensibilizzare
- Verificare
- Generare nuove idee
- Condividere decisioni
- Sviluppare progetti
In un successivo post entreremo nei dettagli, partendo da ognuno di questi temi. Nel frattempo, iniziate a riunirvi con un obiettivo definito
Nello Acampora
Leggi qui...Buoni propositi di inizio anno
Ultimo aggiornamento Scritto da Nello Acampora
La festa è finita: ben ritrovati nel nuovo anno!
Inizio il post di oggi con questa affermazione un pò provocatoria, perchè di solito, dopo i brindisi e i festeggiamenti, questo giorno rappresenta il momento della riflessione. Per molti questa affermazione potrà sembrare priva di senso, eppure..fermatevi a pensare.
Il 31 dicembre rappresenta il “desiderio“, l’augurio e la speranza di un anno diverso. Ecco allora che fioccano propositi e liste di nuovi obiettivi.
Te la senti di abbattere il muro dei 4 minuti?
Ultimo aggiornamento Scritto da Nello Acampora
Diversi anni fa ho letto una frase che ancora oggi mi sembra di grande attualità: “Che tu creda di farcela o di non farcela, comunque hai ragione!” Così Henry Ford motivava i suoi uomini a darsi da fare e a credere nei loro sogni.
Le convinzioni che hai su te stesso e su ciò che sei capace di fare determinano, infatti, la qualità del tuo benessere e dei tuoi risultati. Questo vale anche a livello fisico, se pensiamo agli atleti. L’effetto “placebo” e l’effetto “nocebo” (se credo che qualcosa mi possa far male, mi farà male sul serio) insegnano come, solamente con i pensieri, puoi agire sul tuo organismo cambiandone addirittura la chimica. Vale la pena, allora, di imparare a sfruttarne le potenzialità.
Avete mai sentito o letto la vicenda di Roger Bannister? Se avete visto il film Four minutes, vi ricorderete del primo atleta che corse la distanza di 1 miglio sotto i 4 minuti. Era il maggio del 1954 e fino ad allora nessuno lo riteneva possibile. Si pensava addirittura che se una persona avesse corso così velocemente, il suo cuore sarebbe esploso!
Molti ne erano persuasi, ma non Roger Bannister che invece era profondamente convinto di farcela. La sua certezza diede un tale impulso al suo sistema nervoso da consentirgli di raggiungere quel traguardo “impossibile”.
Quando sei totalmente convinto di qualcosa, permetti al tuo organismo di attingere alla maggior parte delle tue risorse, senza risparmiarti. Azioni di qualità che portano a risultati di qualità.
La storia davvero interessante è che dopo soli quarantasei giorni dal record di Bannister, anche lo storico rivale John Landy ruppe il muro dei 4 minuti. E dopo qualche mese, un’altra decina di atleti lo fece. A quel punto tutti sapevano che era possibile: il muro era crollato!
Che ne deduciamo? Che è necessario avere convinzioni potenzianti quando volete raggiungere un obiettivo. Fornite riferimenti positivi alla vostra mente per alzare la percentuale di successo in ciò che fate. Una convinzione è solo il senso di certezza che avete nei confronti di qualcosa.
Perché non provare subito, con un obiettivo da raggiungere da qui a fine 2011?
Fatemi sapere com’è andata, lasciando un vostro commento a questo post o alla mia pagina Facebook.
Nello Acampora
Leggi qui...









