L’apprendimento può essere piacere?

Ultimo aggiornamento Scritto da Nello Acampora

Conosco diversi manager e imprenditori che si lamentano perché sono troppo stressati. Fanno molte cose contemporaneamente, salvo poi accorgersi che non riescono a portare a termine un compito in tempi ragionevoli.  

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Coaching: le persone intese come “potenziale”

Ultimo aggiornamento Scritto da Nello Acampora

Chi vive all’interno di un contesto lavorativo, si relaziona quotidianamente con superiori, colleghi e collaboratori. Sappiamo che per andare d’accordo con gli altri occorre sviluppare alcune qualità. Tra queste – lo ripetono con modalità diverse tutti i grandi formatori – c’è la capacità di essere prodighi di apprezzamenti onesti e sinceri.

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Il manager come coach

Ultimo aggiornamento Scritto da Nello Acampora

“Il manager deve essere percepito come un sostegno, non come una minaccia”. Questa frase che ho letto qualche tempo fa mi aveva molto colpito e portato a riflettere. Ho inoltre accostato i miei pensieri su questo tema alle considerazioni che normalmente fanno molti dei manager che partecipano ai nostri percorsi di formazione e crescita personale.

Il manager tradizionale pensa che l’unico modo di motivare le persone sotto di lui sia l’applicazione giudiziosa della carota e del bastone. Oggi molti hanno capito quanto sia più proficuo essere manager e anche coach. E quali sono le qualità richieste dal coaching?

  • Empatia
  • Integrità e distacco
  • Disponibilità verso approcci diversi

Nel management diciamo così tradizionale lo stile comunicativo passa attraverso 4 livelli:

  • il capo dice cosa fare
  • il capo persuade
  • il capo discute
  • il capo abdica

Dire ai dipendenti cosa devono fare, oltre a essere rapido e facile, dà la sensazione di avere tutto sotto controllo. Spesso invece questo atteggiamento infastidisce e demotiva lo staff. Il risultato è che le persone davanti saranno servili e alle spalle si comporteranno diversamente, con prestazioni scadenti. Alcuni avranno anche difficoltà a ricordarsi tutto ciò che era stato detto loro di fare.

Persuadere, ovvero “vendere” le proprie idee, produce una risposta più gentile rispetto al modello precedente. Le persone eseguono (a volte ben disposte, a volte ipocritamente) ma non apportano nessun valore che possa migliorare la decisione del capo.

Discutere è sicuramente un passo avanti verso una “democrazia della relazione”. Le risorse sono effettivamente messe in comune e un buon manager potrebbe essere disposto a seguire una strada diversa da quella da lui proposta (sempre che vada nella direzione giusta). Qui il problema può essere rappresentato dai lunghi tempi di applicazione e dal senso di indecisione generato da una discussione non perfettamente compiuta.

Abdicare – ovvero l’opposto del dire cosa fare – significa: lascio che il dipendente risolva la questione in autonomia. Da un lato questo consente al manager di dedicarsi ad altre attività e al suo collaboratore di sentirsi libero di scegliere. Ma il rischio è che il manager abbia delegato una responsabilità che in fondo è sua, mentre il dipendente potrebbe fornire una prestazione scarsa per mancanza di indicazioni utili sull’incarico da svolgere.

Per parlare di come un manager possa evolversi rispetto a questi 4 approcci tradizionali e passare a un atteggiamento di coaching verso le persone del proprio staff, utilizzeremo altri post nei prossimi giorni.

Seguiteci, discutiamone e… non abdicate!

Nello Acampora

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