La banchiera dei giovani
Ultimo aggiornamento Scritto da Nello Acampora
È una storia molto edificante quella di Lily Lapenna, 31 anni, nata a Londra da padre romano e madre abruzzese. Bancario lui e imprenditrice lei. Lily è la fondatrice di MyBnk, una sorta di banca dei giovani, nata per incentivare al risparmio i ragazzi e rinvestire poi il denaro raccolto in microprogetti di business capace di generare redditi nella comunità stessa, stimolando competenze e autostima.
Dalle pagine di questo blog segnaliamo spesso casi di successo e creatività. Ci ha colpito la vicenda di questa giovane che – ha spiegato in un’intervista – durante le sue vacanze tra Roma e Teramo ha sempre respirato imprenditorialità e solidarietà. “I miei nonni erano il riferimento: uno di loro faceva l’avvocato gratis, per aiutare chi non poteva permettersi di pagare una parcella”.
Già alle scuole elementari e medie realizzava piccoli business scolastici: mercatini per raccogliere soldi e spedirli in Africa. Al liceo, invece, organizzava piccole produzioni teatrali. Finite le scuole, Lily si prende un anno sabbatico e va a lavorare in una zona rurale dello Zimbabwe, dove si butta a tempo pieno in progetti di prevenzione dell’Aids.
Tornata a Londra, si iscrive a un corso di laurea in Cooperazione allo sviluppo, con tanto di Erasmus a Napoli dove passa il tempo libero facendo volontariato con i bambini nei quartieri in mano alla camorra.
Dopo la laurea va in Bangladesh a creare una Ong, toccando con mano le potenzialità del microcredito e del cosa significhi dare risposte locali ai problemi locali. Poi, dal 2007 a Londra – con l’aiuto del Web – definisce il suo progetto. Raccoglie un finanziamento di quasi 20mila sterline e apre MyBnk: 35mila giovani coinvolti, dagli 11 ai 25 anni. 170 sportelli attivi tra scuole, associazioni e anche carceri minorili. Qualcosa come settemila progetti di business avviati con prestiti dalle 10 alle mille sterline.
Di questi tempi è rigenerante leggere storie come questa. Non è vero che i nostri giovani sono tutti “bamboccioni”. Non è vero che all’interno delle famiglie italiane non esista più la cultura dell’impresa e dell’interesse per gli altri. Questa ne è una bella testimonianza.
Spesso nei nostri corsi parliamo di valori e di passioni. Di elementi che contraddistinguono il nostro brand personale. Lily ha identificato la sua missione: ha ottimizzato il proprio talento per creare beneficio sociale. Ci ha lavorato sopra seriamente, ha portato in giro per il mondo la sua storia, attirando persone intorno a sé che l’hanno ammirata e presa a modello.
Si è conquistata rispetto e leadership perché sapeva dove andare e lo comunicava con chiarezza. E soprattutto si è messa in ascolto degli altri, delle loro idee, dei loro bisogni. Tutto questo è vincente, in ogni campo.
Complimenti a Lily!
Nello Acampora
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