I giovani preferiscono fare gli artigiani

Scritto da Nello Acampora

In passato, per bocca dei politici, abbiamo sentito definire i nostri ragazzi come dei “bamboccioni” o degli schizzinosi. C’è una parte di loro, in effetti, che non sembra molto desiderosa di cimentarsi col mondo del lavoro e continua a restare protetta fra le quattro mura di casa, campando per anni sulle spalle delle famiglie, dei genitori e dei nonni.

In Italia però c’è anche una fetta di studenti che dopo la scuola superiore preferisce aprire, da soli o in società, un’impresa artigiana. È un modo pratico per entrare velocemente a contatto con il mercato, magari facendo un tirocinio in azienda o presso dei professionisti del settore.

Alcuni dati, raccolti da Confartigianato e da una ricerca condotta da Skuola.net, testimoniano questa tendenza a diventare protagonisti nella patria dell’artigianato e del made in Italy. I nuovi artigiani, infatti, sono una costola del futuro dell’Italia: una tendenza ampiamente interpretata anche dai nostri giovani. Dalle loro mani, via via sempre più esperte e pazienti, nascono oggetti realizzati a mano, spesso esclusivi e ricercati.

Sembra incredibile ma nel nostro Paese ogni quattro minuti nasce una nuova azienda artigiana. In Italia sono oltre 1 milione e 367mila, quasi il 23% delle imprese totali. Fra soci, collaboratori, dipendenti e titolari, si arriva a un piccolo-grande esercito di circa due milioni e novecentomila addetti impiegati. Invece della laurea si punta su hi-tech, moda e cucina.

Ciò che fa sorridere – lo dicono i dati della ricerca – è che molto spesso sono le famiglie stesse a ostacolare questa scelta. Mamma e papà puntano al “pezzo di carta” per i loro figli, restando contrari alla decisione di aprire un’impresa artigiana senza ottenere il riconoscimento universitario. Ma il mondo è velocemente cambiato, lo abbiamo detto e scritto molte volte. Attendere anni “in panchina” per aspettare il classico posto di lavoro fisso è una strategia suicida. Oggi il mercato richiede giovani capaci a mettere subito “le mani in pasta” nei progetti, nelle attività, nelle tempistiche. I piccoli artigiani di oggi saranno di certo i futuri imprenditori del made in Italy di domani.

E voi che ne pensate?

Nello Acampora

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