Uruguay, i segreti della motivazione

Scritto da Nello Acampora

Molti formatori e coach internazionali, con cui negli anni abbiamo collaborato per organizzare seminari ed eventi, utilizzano strategie diverse per motivare i gruppi ad agire tutti insieme verso l’obiettivo. Il team building praticato nelle aziende e nelle organizzazioni in generale serve proprio a “cementare” lo spirito e a dare spinta verso un’azione corale. Il famoso “uniti si vince”.

Funziona particolarmente bene anche nello sport, così come nel calcio, che in questi giorni sta invadendo i nostri teleschermi, computer e giornali. Leggo che ogni squadra ha i suoi riti, le proprie scaramanzie per cercare di consolidare le credenze vincenti e l’autostima dei singoli. Mi ha colpito tra le altre la modalità con cui i nostri prossimi avversari – l’Uruguay allenata da Oscar Tabarez, vecchia conoscenza del calcio italiano – prepara le sfide importanti in questo campionato del mondo.

Gli uruguaiani sembrano distratti e malinconici, ma sull’orlo di una caduta sono capaci di “mordere”. I giornalisti italiani hanno ovviamente cercato di indagare per scoprire in che modo gli atleti della Celeste (così viene soprannominata la loro Nazionale) si caricano prima delle partite.

Pare che il motivatore più accanito, oltre ovviamente all’allenatore, sia il capitano Diego Lugano. È lui ad aver fatto vedere più volte a tutti i suoi compagni il famoso video tratto dal film “Ogni maledetta domenica”, dove Al Pacino – allenatore di una squadra di football americano – pronuncia un discorso di fronte ai suoi ragazzi da far accapponare la pelle. Il suo credo gira tutto intorno all’idea che la vittoria si conquisti un centimetro alla volta, dando battaglia per strappare ogni micro-obiettivo.

La chicca finale sono le lettere. Sempre Lugano, nello spogliatoio prima dell’incontro con l’Inghilterra vinto dall’Uruguay per 2 a 1, pare abbia estratto dalla tasca alcuni fogli dove aveva stampato una serie di messaggi struggenti arrivati via email alla Nazionale. Erano gridi di disperazione di persone che hanno perso genitori o figli, case o lavoro. Storie di chi resta attaccato alla vita grazie ai successi dell’Uruguay.

Come non combattere in campo anche per loro? Saprà la nostra Nazionale ritrovare una motivazione della stessa intensità?

Nello Acampora


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