Comunichiamo col sorriso (e non solo)

Scritto da Nello Acampora

Non c’è bisogno che ce lo ricordi quel grande ispiratore di Frank Bettger, autore dello storico libro “Come si diventa un venditore meraviglioso”. Per conquistarsi fin dal primo incontro la fiducia del cliente, occorre agire subito. E senza barare!

Più volte in questo blog abbiamo parlato dell’importanza del linguaggio del corpo, di quanto conti dare la mano con la giusta fermezza, di quanto sia fondamentale il contatto visivo e la postura stessa del corpo.

Ma ci sono almeno altri tre aspetti che forse qualcuno di voi trascura. Uno di questi è l’abbigliamento adatto. Mi soffermo su questo perché molti giovani alle prime armi fanno un po’ fatica a “calarsi nei panni giusti”. L’equivoco sta alla base: non è sempre necessario, a mio giudizio, presentarsi a tutti i costi in giacca e cravatta, in qualunque contesto. Fino a circa una decina di anni fa, ci si vestiva di tutto punto anche con quaranta gradi all’ombra. Oggi si è passati a uno stile più informale, ma che deve pur sempre essere elegante. E soprattutto “adatto” alla situazione, coerente con chi vi sta intorno. Meglio anche solo una camicia pulita e un paio di scarpe lucide, che una giacca stazzonata e una cravatta strozza-collo..!!

Poi c’è il tasto della puntualità. E qui non mi soffermo, dato che lo ritengo un concetto talmente evidente da dare per scontato. Per ultimo aggiungo il tema del sorriso. Anzi, più specificamente, dell’umorismo. E sì perché essere spiritosi (ma non forzatamente stucchevoli o cabarettisti) è una buona qualità, molto utile a migliorare le relazioni di vendita. Coltiviamo dunque il sorriso, sempre con la dovuta cautela: è uno stato d’animo che allenta la tensione e aiuta il nostro interlocutore a entrare più in sintonia con chi gli sta di fronte. Ovvero voi!

Nello Acampora


Lascia un tuo commento