Quali parole “potenti” usate?

Scritto da Nello Acampora

Su questo blog parliamo spesso di comunicazione. Tutti voi sapete che – nel lavoro come nella vita di tutti i giorni – la comunicazione efficace rappresenta il primo passo per entrare in sintonia con il nostro interlocutore, sia che si tratti di un cliente, di un collega o di un amico.

Abbiamo anche più volte scritto che l’ottica giusta nella quale predisporci è quella che gli anglosassoni chiamano “win win”: “io vinco, tu vinci”. Entrambi possiamo trovare una soluzione che ci faccia crescere, ognuno nell’ambito in cui è impegnato. Le parole chiave in questo senso saranno sinergia, soddisfazione, unione d’intenti.

La fase successiva è quella della persuasione: nel caso specifico, occorre essere persuasivi quando abbiamo la necessità di presentare un nostro progetto, un’idea o anche semplicemente noi stessi.

Vi consiglio di partire dall’uso sapiente delle domande, grazie alle quali riusciremo a raggiungere due obiettivi: stabilire quali sono i problemi di chi vi sta di fronte (le sue aspettative, valori, criteri, credenze) e inoltre tentare di aprire una finestra sul lato più intimo della sua realtà.

State concentrati poi su un altro aspetto legato alla persuasione: quello delle cosiddette “parole potenti”. Esistono infatti alcune parole che possiedono un forte impatto sulle persone. Saprete di certo – soprattutto se lavorate nel campo delle vendite e delle relazioni professionali – che non esiste parola più potente da pronunciare che il nome di battesimo della persona che avete davanti. Ricerche condotte da gruppi di psicologi hanno mostrato che pronunciare il nome di un individuo all’inizio o alla fine di una frase (così come, ad esempio, di un’email) esercita un irresistibile effetto persuasivo.

Altre parole potenti? Sembrano scontate ma a volte ci dimentichiamo di usarle. Intendo termini come: per favore, la ringrazio di, lei sa che, potrebbe?, perché (inteso come affinché), sicurezza, salute, giusto, profitto, libero, vantaggioso, opportunità, crescita, imprenditorialità, successo, autonomia.

Che ne dite? Volete provare “per favore” a utilizzarle e a scrivermi che cosa di “vantaggioso” sarà accaduto per voi? Non potrebbe essere per voi il primo passo verso un miglioramento delle relazioni col cliente, e di conseguenza di una “crescita” del vostro “successo” imprenditoriale?  :-)

A presto, buon lavoro!

Nello Acampora


Lascia un tuo commento