Banda larga, ma da sola non basta

Scritto da Nello Acampora


Lo dice Confindustria in un dossier presentato in questi giorni: sul tema della diffusione delle infrastrutture digitali, abbiamo il triste primato di essere il cosiddetto “fanalino di coda” in Europa. Un dato poco consolante, soprattutto se si pensa alle imprese – anche straniere – che stanno cercando di innovare il loro modello di business.

Ma è quasi più deprimente leggere il dato che riguarda l’analfabetizzazione informatica degli italiani. Voi l’avreste pensato che 4 nostri connazionali su 10 non hanno mai usato Internet? Quattro su dieci (in media) non sono pochi, specialmente se si pensa che ogni singolo cittadino dovrà fare sempre più i conti con gli avanzamenti della Pubblica Amministrazione in materia di digitalizzazione dei servizi.

Se ci soffermiamo sui requisiti utili per fare impresa nel nostro Paese, mi viene da pensare – per esperienza diretta – che da un lato è bene che le aziende pensino a strutturarsi sulla Rete, vincendo anche quei pregiudizi (molto mediterranei) relativi all’uso delle carte di credito online e agli acquisti in ambito e-commerce.

Dall’altro, però, non va trascurato l’aspetto della crescita delle competenze e delle abilità personali, indispensabili per lasciare un segno nel “mare magnum” della comunicazione sul web. Intendo riferirmi alle qualità professionali e relazionali che ognuno di noi coltiva spesso a spese proprie, sottraendo a volte spazi ed energie al tempo libero.

Essere aggiornati, formarsi su caratteristiche come il parlare in pubblico o il promuovere se stessi, diventano strumenti indispensabili per differenziarsi e offrire soluzioni uniche ed efficaci. E se è vero che potremmo diventare degli abili utilizzatori della Rete, dotati di tecnologie super veloci ed efficienti, sarà pur vero che poi – al momento di vendere qualcosa di fronte a un potenziale cliente, a un datore di lavoro o a una platea di investitori – l’arma in più che determinerà il nostro successo sarà quel famoso “quid” in più che avremo coltivato in tempi non sospetti.

Nello Acampora


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