Scompare il promotore del metodo Toyota

Scritto da Nello Acampora


Molti di voi che ci seguite conoscerete le idee legate al concetto di “kaizen”. Stiamo parlando – per semplificare – di un metodo basato sui miglioramenti continui e costanti dei processi aziendali. Il promotore di questo sistema, importato in Giappone e applicato alla produzione di massa, fu Eiji Toyoda, un ingegnere che guidò la casa automobilistica Toyota verso un primato industriale, e che in questi giorni è scomparso alla veneranda età di 100 anni!

Vale la pena ricordare il valore (e il sostenitore) di questo metodo, se non altro perché ha rappresentato l’introduzione del concetto di qualità dei processi e del prodotto. Durante gli anni ‘60 l’importazione di prodotti giapponesi nei mercati europei e americani incrementò significativamente grazie soprattutto all’alta qualità e al prezzo contenuto di questi ultimi rispetto ai concorrenti occidentali.

I pionieri del cambiamento nipponico (Eiji Toyoda, Soichiro Honda, Kaoru Ishikawa) si apprestavano a diventare i nuovi guru del business management grazie ai propri Quality Managers e ai sistemi di gestione per la qualità.

Secondo l’approccio Kaizen, l’umanizzazione del posto di lavoro, a ogni livello e coinvolgendo qualunque processo aziendale, comporta un aumento della produttività: l’idea è quella di nutrire le risorse umane dell’azienda elogiandole e incoraggiandole alla partecipazione delle attività legate alla Qualità. Il personale dell’Organizzazione, dal CEO fino all’addetto alle pulizie, è così interamente coinvolto nel processo di miglioramento e nella gestione della Qualità.

Uno dei punti cardine del “Kaizen” è proprio la formazione continua del personale attraverso processi di riqualificazione tecnologica e stage di apprendimento dedicati. Parole come standardizzazione, misurazione dei processi e innovazione fanno parte di questa cultura del miglioramento continuo.

Ora, nell’era digitale, alcuni di questi principi si sono evoluti e adattati allo spirito del tempo. Resta in ogni caso il lavoro anche creativo, e di brain storming, svolto da questi pionieri (tra cui Toyoda), che ha inevitabilmente segnato un passaggio da una produzione industriale vecchio stile – molto più pesante per il lavoratore e meno redditizia per l’impresa – a una più produttiva ed efficiente “umanizzazione” del posto di lavoro.

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Nello Acampora


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