Personal branding, in salsa fiorentina

Scritto da Nello Acampora


In queste settimane di grande caldo, anche chi si occupa di marketing e comunicazione è solito prendersi qualche pausa di riflessione. Va detto però in verità che l’estate è spesso stagione di spunti creativi e di eventi fuori dalla routine. È il caso di Firenze (città amata dai turisti di tutto il mondo) impegnata in un’avventura non poi così semplice come potrebbe sembrare a prima vista.

Di che si tratta? Il Comune toscano ha lanciato online un concorso – aperto a chiunque sia dotato di creatività – per inventare il nuovo “brand Firenze”. Quindicimila euro andranno a chi saprà creare e rinnovare l’immagine di una delle località più famose e difficili, perché ricca di simboli che pescano dal Medioevo fino ai giorni nostri.

In effetti inventarsi il “branding” di una città non significa semplicemente creare un logo, un marchio o una griffe come nel campo della moda. Bisogna trasformare Firenze in un desiderio, in qualcosa che sia più di un semplice luogo.

Chi di voi è stato a New York avrà senz’altro visto come dappertutto sia ancora oggi presente lo slogan che ha rilanciato la Grande Mela nel lontano 1977, anno in cui l’amministrazione pubblica si rivolse a un guru della grafica per tentare di rianimare una città che tutti davano per morta. Da lì nacque uno dei brand più semplici e geniali della storia: la frase con il cuore. “I Love New York”.

Sarebbe bello se anche Firenze trovasse uno slogan così immediato, magari sullo stile di quello usato nella metropoli olandese “I Am sterdam”. La sfida insomma è quella di scoprire un simbolo per incentivare aziende, famiglie e turisti a venire in una città dal sapore nuovo e antico al tempo stesso.

Per esperienza, sappiamo che non basterà però ideare un brand. Occorreranno opportunità imprenditoriali e infrastrutture, linee di trasporto urbano e riqualificazione di aree industriali.

È ciò che diciamo spesso, anche dalle pagine di questo blog. Ben vengano le idee: ma ai progetti devono seguire delle azioni concrete. Anche perché a Firenze non hanno neppure un Papa testimonial.

Nello Acampora

 

 


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