Imprenditori si nasce o si diventa?

Scritto da Nello Acampora

Sapete anche voi che fondare un’impresa non è cosa facile. Non basta avere un’idea, un progetto concreto. Occorrono anche competenze personali, esperienza. E non solo. Credo anche una sorta di “personalità” adeguata al ruolo.

Per spiegarmi meglio, parto da un articolo scritto dalla psicologa Giuliana Proietti. L’autrice riferisce che secondo John Byrne (che ha compilato per la rivista Fortune una classifica dei 12 migliori imprenditori “dei nostri tempi”, con personaggi del calibro di Steve Jobs, Bill Gates, Mark Zuckerberg e molti altri) la caratteristica di personalità dell’imprenditore di successo è quella di essere “sognatore e concreto”.

Come ad esempio lo fu Jeff Bezos, l’inventore di Amazon, quando nel 1992 dette le dimissioni da vice presidente di una delle più grandi compagnie finanziarie di New York per inseguire l’idea di vendere libri sulla Rete.

La personalità dell’imprenditore dunque non è affatto irrilevante. Scrive la psicologa: «Le persone con una struttura di personalità imprenditoriale sono più aperte a nuove esperienze, più estroverse e coscienziose. Inoltre, sono persone meno ansiose e non tendono a evitare i conflitti con gli altri».

C’è chi sostiene che il fattore genetico, interagendo con fattori ambientali, possa far nascere più favorevolmente personalità di questo tipo. Penso che la genetica sia importante, ma non così decisiva. Secondo voi si può fare impresa in maniera costruttiva se le condizioni economiche – intendo norme fiscali, leggi e politiche di sviluppo – non aiutano lo spirito imprenditoriale?

Non sarà che in Italia molta gente, diciamo molti giovani, siano stati indotti a fare un lavoro verso il quale non sentono alcuna predisposizione? Dalla necessità di trovarsi un’occupazione a tutti i costi, aprendosi la partita Iva?

Resto un fautore della libera impresa, rispetto al fatto di svolgere una mansione poco gratificante accontentandosi di “fare il compitino”. Ma riconosco che decidere di essere un imprenditore non è una scelta che si improvvisa, non è l’ultima spiaggia a cui dobbiamo approdare per disperazione.

Gli imprenditori – aspiranti e non – dovrebbero poter accedere a una formazione che li faccia crescere umanamente e professionalmente. Devono poter respirare fin dalle scuole un misto di creatività e concretezza. Devono psicologicamente predisporsi per svolgere questo mestiere. Che dà soddisfazioni enormi. Ma non a tutti.

Che ne pensate?

Nello Acampora


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