La creatività come chiave per entrare nel lavoro

Scritto da Nello Acampora

L’argomento “creatività” colpisce sempre la mia attenzione. Per esperienza, la ritengo una qualità molto importante da coltivare. Ho notato nel tempo che chi riesce a svilupparla – specialmente nel mondo del lavoro – ha spesso una marcia in più rispetto alle persone che preferiscono invece restare ferme e chiuse in schemi logori e ripetitivi.

Essere creativi è una necessità imposta anche dai nostri ritmi di vita, sempre più veloci e discontinui. Quando la mente si allena a restare elastica e reattiva, i benefici si vedono e i risultati arrivano.

Tra gli strumenti per tenere viva la creatività c’è senz’altro quello della lettura. Non parlo solo dei classici giornali quotidiani o delle notizie ricavate dalla Rete. Intendo una lettura più approfondita e rilassata, un esercizio di crescita personale che non dovrebbe mai mancare nelle nostre frenetiche giornate.

Leggere ci aiuta a riordinare le idee, a fare pensieri più articolati. A muoverci nel mondo. Non è un caso, credo, che la nuova edizione del Salone Internazionale del Libro (in corso in questi giorni a Torino) sia dedicata proprio al tema della creatività.

La scelta come motivo conduttore del Salone – spiegano gli organizzatori – vuole «sollecitare una riflessione su quella cultura del progetto che l’Italia ha sin qui trascurato, ma di cui ha più che mai bisogno di fronte a una crisi che nasce anche dall’incapacità di elaborare un’idea organica di società nel medio e lungo periodo».

Vi invito – se potete – a visitare questa importante rassegna, che ci aiuta a capire dove oggi si stanno spingendo le nuove frontiere dell’innovazione. E a conoscere quella «fabbrica delle idee» che dovrebbe sostenere i nostri giovani a entrare nel mondo del lavoro senza il timore di valorizzare la loro parte creativa.

Ormai, di ragazzi bravi a eseguire le strategie di altri è piuttosto saturo il mercato. La ricerca vera, quella che interessa le aziende di ogni genere e dimensione, è quella di talenti che non sanno di esserlo. Ma che grazie a nuove chiavi di lettura (e la creatività è una di queste) riescono ad aprire molte porte. Crescendo insieme alle organizzazioni a cui appartengono.

Nello Acampora


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