Mennea, esempio di determinazione

Scritto da Nello Acampora

Per chi era piccolo negli anni Settanta, Pietro Mennea rappresentava “la velocità”. Tutti si faceva a gara, anche a scuola, nell’imitare l’idolo delle piste di atletica. Leggere la notizia della sua morte ci rattrista non solo pensando alla sofferenza di un uomo malato, ma anche per la scomparsa di un personaggio simbolo della grinta e della determinazione.

A volte mi capita di avere a che fare, specie sul lavoro, con ragazzi giovani, spesso volenterosi ed entusiasti di imparare un mestiere come quello del marketing e della formazione. Spinti da buoni propositi, di solito cominciano a operare con una discreta energia mentale e operativa.

Il punto è che alle prime difficoltà molti (non tutti) si arrendono, rallentano la corsa, si guardano intorno convinti che sia meglio dedicarsi ad altro, dopo essersi leccati le ferite in famiglia.

Vorrei invitare alcuni di loro a dare un’occhiata su YouTube ai filmati d’epoca dove Mennea stabiliva il record del mondo dei200 metri, o vinceva la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Mosca. Mi piacerebbe che si soffermassero su quell’espressione fisica di caparbietà e voglia di realizzarsi. Sul fatto che, durante la gara, la sua forza di volontà lo spingeva a recuperare e a vincere, anche quando sembrava ormai che altri dovessero tagliare il traguardo prima di lui…

Sarebbe utile poi leggersi anche le interviste che Mennea ha rilasciato in quegli anni. Dove parlava della sua passione infinita per quello che faceva, della sua dedizione allo sport, curato nei minimi dettagli. In tempi tra l’altro dove le attrezzature non aiutavano certo a correre più veloci, ma era tutta una questione di allenamento, gambe e muscoli.

Ci piacerebbe che i giovani capissero cosa significhi spirito di sacrificio. Non è retorica: è una qualità che, per chi la possiede, porta generosi frutti nella vita. Sia professionale che personale.

Nello Acampora



1 Commento

  1. Claudio   |  giovedì, 28 marzo 2013 a 23:45

    Bell’articolo! In effetti la Freccia del Sud ha rivoluzionato le tecniche di allenamento dell’epoca e coadiuvato da Carlo Vittori ha colmato il GAP fisico che lo separava dagli statunitensi con allenamenti intensivi, volontà e “forza del cervello. Soprattutto passava dalla teoria alla pratica, esempio su cui modellarsi!

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