Il panettone al chinotto piace a Tokyo

Scritto da Nello Acampora

Confesso che quando ho letto questo titolo, l’attenzione si è focalizzata sul mio gusto personale in materia di panettoni. Ma come può avere successo un panettone a base di chinotto..??  

Eppure, andando avanti nell’articolo, ho scoperto con soddisfazione “patriottica” l’esistenza di un’azienda veneta che esporta dolci in oltre 40 Paesi nel mondo. Tra cui proprio l’insolito “panettone al chinotto”.  È questa chiave di marketing – panettoni insoliti – che rappresenta la loro specificità.

Nel senso che il gruppo Loison (così si chiama questa azienda situata in provincia di Vicenza) per differenziarsi sul mercato, insieme a decine di prodotti di eccellenza dolciaria, si è specializzato in materie prime “particolari” che tanto piacciono agli americani, ai giapponesi, ai canadesi e ai sudafricani.

Un’idea che tra l’altro consente di vendere panettoni tutto l’anno, e non solo a Natale. Ecco quindi il panettone al chinotto di Savona, al mandarino Tardivo di Ciaculli, con il fico Dottato Cosentino o il pistacchio di Bronte. Così come il pudding inglese col panettone sbriciolato, o l’accostamento francese col fois gras.  Una sorta di co-marketing di qualità, con presidi Slow Food e tanta creatività applicata alla produzione e al marketing.

Un segno tangibile del nostro made in Italy, che consente a questa azienda (nata nel 1934 e oggi con 20 dipendenti) di fatturare oltre 5 milioni di euro. Grazie a una clientela referenziata: negozi specializzati, enoteche, ristoranti di alta qualità, alberghi a 5 stelle.

Non poteva mancare un marketing di livello. Il panettone, confezionato a mano, viene venduto in una cappelliera, sigillato con ceralacca o in scatole preziose come quelle delle gioiellerie. Con nastri, pizzi e stoffe. Anche il packaging vuole la sua parte.

E voi che ne pensate? Avete differenziato il vostro marketing per risultare unici sul mercato? Quali prodotti vi colpiscono per la loro diversità?

Nello Acampora


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