Michelle Obama, esempio di comunicazione

Scritto da Nello Acampora

Per chi si occupa di comunicazione, non è male seguire attraverso i media la campagna elettorale americana. Ho letto qualche articolo dove si parla della metamorfosi “diplomatica” di Michelle Obama, la First Lady che alla convention democratica ha lanciato la ricandidatura del marito alla presidenza Usa.

È lei la star in termini di consenso. La sua popolarità (63%) è più alta di quella di Barack (43%). Quando è salita sul palco, ha rassicurato il popolo degli elettori che suo marito non è cambiato, e che è ancora lo stesso uomo di cui si è innamorata molti anni fa.

Michelle ha cambiato registro di comunicazione. Quattro anni fa si era presentata come la “radicale arrabbiata”, che dichiarava di lottare per “un mondo che vorremmo avere”. Era un personaggio deciso, duro e spigoloso.

Ora, sulla scena di fronte ai riflettori, è parsa più in “formato famiglia”: voce bassa, meno grinta, più diplomazia. Uno fra i molti passaggi che hanno colpito gli osservatori politici è stato nel momento in cui Lady Obama ha detto che “quando il marito ha cercato di sollevare l’economia statunitense, lo ha fatto pensando alle nostre famiglie, a persone come sua madre e sua nonna”.

Adesso è una donna gentile, suadente, una perfetta First Lady. Qualcuno sostiene che si è imborghesita, che il rischio di perdere i privilegi di vivere alla Casa Bianca l’hanno convinta ad ammorbidire i toni.

Tant’è che la nuova Michelle è solo uno dei molti esempi di personaggi che studiano le regole della comunicazione – siano essi politici, manager, imprenditori o professionisti – e capiscono così su quali tasti fare leva nel momento in cui vogliono trasmettere un messaggio e portare a casa un risultato.

La buona comunicazione, come dicono spesso i grandi formatori ospiti di Hi-Performance, tutto sommato è semplice da imparare e applicare. Chi può permettersi di farne a meno in piena era 2.0?

Nello Acampora


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