Manager in crisi di fiducia

Scritto da Nello Acampora

Non sono tempi facili per i manager. La ricerca 2012 Global Workforce Study – eseguita in una decina di Paesi europei e pubblicata dalla società Towers Watson, uno dei maggiori gruppi mondiali nel campo delle risorse umane – parla di dirigenti e capi “bocciati” dal loro dipendenti.

Mi capita spesso di confrontarmi con decine di manager che frequentano i nostri seminari sulla crescita personale. Tra le criticità principali che vengono rimproverate c’è l’incapacità di ascoltare le indicazioni dal basso e il rifiuto delle idee nuove.

È strano in effetti che i manager non si rendano conto che il coinvolgimento dei propri collaboratori dipende dal comportamento dei vertici aziendali e dal rapporto con i capi. Se questo è impostato male, la motivazione si abbassa e può far scattare la fuga dei migliori elementi dall’azienda.

La ricerca (su un campione di 32mila lavoratori europei) ci ricorda che in un momento di crisi come questo la sfiducia è preoccupante: in Italia solo un terzo dei collaboratori crede al lavoro svolto dai senior manager e dai capi diretti.

Come mai accade questo? Lo studio indica che una delle ragioni di fondo sta nella scarsità di informazioni. Come Hi-Performance sappiamo bene che la comunicazione interna e le relazioni professionali giocano un ruolo fondamentale nella crescita e nel successo di un gruppo. Molte persone non sanno come sta andando la loro impresa, il 40 per cento non si fida delle informazioni che provengono dai vertici. E soprattutto, quasi due terzi denunciano la mancanza di coerenza tra ciò che affermano i dirigenti e come poi in effetti si comportano.

Il risultato finale è deludente: quasi il 70% ritiene che i senior manager non siano affatto interessati al benessere, alla soddisfazione e al coinvolgimento delle persone. La ricetta non è una sola. Certo è che i manager devono sforzarsi di recuperare e colmare questa situazione per migliorare la bassa motivazione dei dipendenti e per trattenere i migliori talenti, evitando che scappino.

Nello Acampora


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