Il benessere fa bene ai nostri sogni

Scritto da Nello Acampora

Diciamo spesso che un ottimo imprenditore deve crescere su più fronti. Creatività, innovazione, senso della sfida e di un percorso chiaro. Leggendo la storia di Nerio Alessandri, fondatore e presidente di Technogym, ritrovo molti dei punti che contribuiscono a formare una persona di successo.

È partito nel lontano 1983 da un garage (anche lui come molti sognatori della new economy) dove realizzava le prime attrezzature per palestre. Oggi c’è un gruppo italiano, conosciuto in tutto il mondo, che produce beni (gli attrezzi) e servizi (dal personal trainer ai programmi personalizzati) distribuiti in oltre 100 Paesi, con un giro d’affari di oltre 400 milioni l’anno. Un’impresa che sembra immune alla recessione.

Ancora una volta, la crisi è spesso una questione di punti di vista, opportunità da sfruttare e programmazioni che partono in tempi non sospetti. La visione di successo del numero uno di Technogym è infatti quella di aver creato una società dedicata non a vendere macchine alle palestre, ma alla promozione del wellness. Parola, questa, inventata dallo stesso Alessandri nel 1991 e che ha messo insieme l’attività fisica regolare, l’alimentazione equilibrata e un approccio mentale positivo. Come dire: mi posiziono su 3 fronti sovrapposti tra di loro e aspetto che tutti arrivino sui miei mercati.

Fornitore ufficiale esclusivo delle prossime Olimpiadi di Londra (un ritorno di immagine incredibile!), Technogym resta ben saldamente piantato alle origini. Il nuovo quartier generale di Cesena (mille dipendenti su duemila totali) sarà inaugurato a fine settembre con un convegno a cui parteciperà nientemeno che Bill Clinton.

Nel primo “wellness campus” al mondo viene dato impulso all’idea di Alessandri di coniugare business e responsabilità sociale. Mi piace il progetto di un’azienda che fa affari, ma persegue anche un progetto culturale, convinti che l’Italia debba diventare il primo produttore di benessere al mondo.

“La nostra qualità della vita – sostiene il presidente Technogym – è il vero Made in Italy. Unico, inimitabile, che non si può delocalizzare. Che neppure i cinesi possono copiare. È il nostro petrolio, è il valore aggiunto da regalare ai nostri prodotti e servizi. Arte, cultura, turismo, moda e design sono asset strategici per il nostro Paese: mettiamoli a sistema e ritroveremo lo sviluppo. L’obiettivo è riportare l’uomo al centro delle cose. E ai giovani consiglio di seguire i propri sogni, di avere fiducia, anche se il momento sembra difficile. Io ho cominciato a 22 anni e facevo le telefonate da una cabina. Avevo passione e voglia di rischiare”.

Mi sembra un buon piano per ridare slancio alla nostra professionalità. Che ne dite?

Nello Acampora


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