Giovanni Rana, il signore dei tortelli

Scritto da Nello Acampora

Mi sono imbattuto per caso nella storia di Giovanni Rana, uno dei nomi più celebri e conosciuti della nostra imprenditoria nazionale. È una vicenda esemplare quella del “signore dei tortelli”, nato nel 1937 e fondatore dell’omonimo pastificio, che dagli esordi negli anni sessanta ha raggiunto una meritata consacrazione come leader italiano del settore.

Nato in provincia di Verona da una famiglia di commercianti di granaglie, ultimo di sei fratelli, negli anni cinquanta Giovanni inizia a lavorare come panettiere nel forno del secondogenito: un’ottima esperienza che lo mette a contatto con la pasta fresca, con le tecniche di panificazione, la manualità e il sacrificio della vendita. È lui a impastare fino alle sei del mattino, per poi inforcare la bicicletta e trasportare in giro per i paesi i prodotti da consegnare.

Lì comincia la sua formazione da futuro imprenditore, alle prese con i problemi e le opportunità della distribuzione. Ma la sua natura estroversa e socievole lo portano a parlare con la gente, a predisporsi all’ascolto e a trarre ispirazione dalle esigenze dei clienti, per i quali inizia a produrre alcune creazioni in puro “marketing casereccio”.

Mentre uno dei fratelli imbocca la via dei dolci, e l’altro resta alla conduzione del forno per il pane, Giovanni annuncia il suo amore per i tortellini e dichiara di volersi dedicare alla loro produzione. La scelta viene accolta con parecchia diffidenza: si teme che non ci sia mercato per un prodotto fatto in casa dalle donne, usando gli avanzi di famiglia…

Invece il minore dei fratelli intuisce il trend che si sta affermando in quegli anni: le donne iniziano a lavorare fuori casa e non hanno più tempo (e voglia) di fare i tortellini. “Allora ho deciso di farglieli io!” ha spiegato Giovanni in un’intervista.

Il resto è storia dei giorni nostri. Rana e la futura moglie si dedicano a capire il prodotto facendo indagini di mercato: la svolta arriva dopo aver passato quattro mesi interi all’interno di un laboratorio “consenziente” a svelare tutti i segreti del tortellino fatto in casa.

La crescita è vertiginosa e quasi incontrastata. Fino agli anni novanta con l’arrivo della concorrenza agguerrita di grandi aziende (Buitoni, Barilla, Kraft, Star) che prima si dedicavano solo alla pasta semplice.

Sapete com’è riuscito Rana a conservare la leadership? Facendo leva su fattori come: rinnovata organizzazione manageriale, crescita di una distribuzione nazionale, innovazione di prodotto. E soprattutto con l’introduzione della comunicazione pubblicitaria.

Rana decide di scendere in campo con la sua faccia, in prima persona, senza doppiatori. Il suo viso pacioso, la sua voce con l’accento padano, l’accostamento a personaggi come Marilyn Monroe, Humphrey Bogart e altri lo porta a un indice di notorietà incredibile e irraggiungibile. Che lo posiziona ancora oggi come l’indiscusso “Signore dei Tortelli”.

Quanti insegnamenti in questa storia per un imprenditore del terzo millennio!

Saranno pure cambiati i mezzi. Ma la fibra del personaggio, i valori che lo sorreggono, i tratti caratteriali e creativi sono sempre gli stessi. Quelli che servono ad avere successo. Anche nel terzo millennio.

Nello Acampora


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