Formazione sì, ma applicata a noi stessi

Scritto da Nello Acampora

“Fornero: punto sulla formazione” “Carella (Manageritalia): ai manager serve formazione”. Sui giornali in queste ore si fa il punto sulle riforme che riguardano il mondo del lavoro. Direttori e responsabili d’impresa si interrogano sul loro futuro, con un atteggiamento pragmatico e attento alle tutele di un moderno sistema lavorativo.

Il punto critico è la forte competizione e l’invecchiamento di alcune professionalità, che rischiano di essere rapidamente sostituite. Molti uomini e donne di media età – con cui capita di confrontarsi per questioni professionali – sono seriamente preoccupati della tendenza in atto. Un trend che rischia di tagliare fuori decine di ottimi professionisti, la cui unica colpa è quella di non essersi adeguatamente allineati agli scenari e agli strumenti necessari per restare a galla nell’attuale mercato del lavoro.

Molti manager interpellati ritengono che le aziende dovrebbero assicurare e mantenere le competenze dei propri dipendenti, con una crescita e una riconversione verso le nuove esigenze. Di fatto, un aiuto ai singoli ad avere cura del loro sviluppo professionale. Tutti quanti sostengono che un percorso di formazione è quantomeno necessario per non lasciare indietro nessuno.

È anche vero, questo va detto, che spesso mi accorgo di quanto il singolo resti troppo spesso in attesa. Molti dirigenti e responsabili di divisione aspettano che sia l’azienda “badante” ad occuparsi della sua crescita personale. Come faccio a sostenerlo?

A volte bastano pochi dettagli. Alla classica domanda “Lei di cosa si occupa?” l’interlocutore risponde a mezza bocca, farfugliando competenze come fossero medaglie sul campo, ma senza preoccuparsi del perché qualcuno gli stia chiedendo informazioni sul suo lavoro.

Lo consiglio spesso a chi si occupa di vendita, e non solo a loro: ognuno dovrebbe avere pronto un proprio spot personale, sintetico, chiaro e collaudato. Spesso bastano 30 secondi per “vendere” la propria immagine (e di conseguenza la propria professionalità) a qualcuno che abbiamo appena conosciuto.

Siate abili a concentrarvi su alcuni punti della vostra breve presentazione. Nel prepararla, pensate a parlare dell’altro che vi sta di fronte, non di voi. Ciò che state dicendo contiene elementi per cui la persona può trarre un vantaggio, un profitto? Ci sono motivi per cui la persona dovrebbe agire subito?

Come prova finale, chiedetevi ancora: se fossi io dall’altra parte, mi interesserei a quanto mi sta dicendo?

Spesso la formazione fa ottenere grandi risultati. Poi però è importante applicare quanto imparato, declinandolo il più possibile a se stessi. E alla persona con cui volete entrare in relazione professionale.

Nello Acampora


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