La storia di Calvin per superare la negatività

Scritto da Nello Acampora

La storia di Calvin è davvero significativa, e molti di voi l’avranno forse ritrovata nei libri o durante alcune sessioni di corso di Anthony Robbins. L’articolo era comparso per la prima volta sul Baltimore Sun, e aveva fatto commuovere moltissimi lettori.

Un certo Calvin Stanley è un ragazzo che va in bicicletta, gioca a baseball, frequenta la scuola, fa quasi tutto quello che fanno i ragazzini di undici anni. Vi chiederete: e qual è la notizia? L’eccezione è che Calvin non ci vede, è cieco dalla nascita.

La storia mi ha fatto molto riflettere. Mi sono domandato: perché questo ragazzo è in grado di fare tutto questo, mentre molte persone cieche, nella sua stessa situazione, si sono arrese e conducono una vita piena di tristezza? Per non parlare di quanti – pur vedendo benissimo – rinunciano a vivere in maniera compiuta e a godersi il privilegio di poter fare (grazie alla propria vista) una grande quantità di cose ogni giorno.

Poi, leggendo meglio l’articolo, si scopre che la madre di Calvin è una magistrale reincorniciatrice. Ovvero è una persona che segue le attitudini della Pnl senza probabilmente conoscerne le regole teoriche. La donna aveva trasformato tutte le esperienze toccate al figlio – esperienze che altri avrebbero definito “limitazioni” – in vantaggi nella mente di Calvin.

Nel momento che Calvin rappresentava così le cose nella sua mente, le esperienze che provava erano di conseguenza positive. Qualche esempio?

Calvin chiedeva: perché proprio io sono nato cieco? La madre gli disse che forse a lui era stata riservata una sorte particolare. Lui poteva vedere servendosi delle mani, anziché degli occhi. “E ricordati che non c’è nulla che tu non possa fare”.

Un giorno Calvin era triste perché non poteva vedere il volto della madre. “Tu il mio volto lo puoi vedere – gli rispose la madre – puoi farlo con le mani e ascoltando la mia voce. In questo modo sei in grado di dire sul mio conto molte più cose di altri che si servono solo degli occhi”.

Parleremo ancora di refraiming, di ristrutturazioni di contesto e di contenuto. Voglio però chiedervi di ripensare a un grosso errore che possiate aver commesso nel 2011 che si è appena concluso. È probabile che immediatamente ve ne rattristiate. Ma è probabile che quell’errore fosse parte integrante di un’esperienza che ha comportato più successi che fallimenti. Riesaminandola vi renderete conto che probabilmente avete imparato più da quell’errore che da ogni altra cosa da voi fatta in quel periodo.

Cancellate dunque la percezione che sia stato solo un errore, una fase negativa, e focalizzate la vostra attenzione su ciò che avete veramente appreso. Il significato è ciò che avete deciso di mettere in rilievo. Dipende da voi, voi siete al timone della vostra mente.

Nello Acampora



1 Commento

  1. Ristrutturare persino un terremoto | Hi Performance | Formazione e... Nello Acampora   |  sabato, 28 gennaio 2012 a 11:54

    [...] già avevo accennato in un post precedente (La storia di Calvin), la capacità di ristrutturare gli eventi è di importanza cruciale per imparare a comunicare con [...]

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